Sunday 29 january 2012
7
29
/01
/Gen
/2012
14:28
Costituzione italiana,
Art.3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di
religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”
Sicuramente il fatto di essere omosessuale può rientrare nelle “condizioni personali”, no?
Carta dei diritti
fondamentali dell’Unione Europea, Art.21: “E’ vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il
colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura,
l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali.
Qui le tendenze sessuali vengono, di proposito, esplicitamente citate.
Documento vaticano del 2003 relativo ai progetti di riconoscimento legale delle unioni omosessuali: ”Riconoscere legalmente le unioni omosessuali oppure equipararle al matrimonio significherebbe (…)
approvare un comportamento deviante” che sarebbe “contrario al bene comune
della società”; gli atti omosessuali sarebbero infatti “intrinsecamente disordinati”, ”gravi depravazioni”, anzi veri e propri “peccati gravemente contrari alla castità”. Il documento ribadisce più volte il “carattere immorale” delle unioni omosessuali, la loro natura di “male”; i gay al massimo andrebbero accolti e paternalisticamente compatiti, non certo considerati degni di godere degli stessi diritti di tutti gli altri
cittadini.
C’è dunque da sorprendersi se in Italia
continuiamo ad assistere a gravi episodi di omofobia e di violenza contro gli omosessuali? E c’è da sorprendersi se, in questo genere di questioni,
regnano ancora qui in Italia, a differenze che nel resto d’Europa, l’ignoranza, il pregiudizio, la disinformazione, anzi, la mistificazione intenzionale e la demonizzazione – tutto, insomma, meno
che la legge e la tutela dei diritti?
I nostri politici baciapile farebbero bene a
dare un’occhiatina alle leggi comunitarie, e magari anche a rileggersi la nostra Costituzione, invece di appellarsi, come fanno sempre più spesso, alle encicliche papali e ai documenti vaticani
quasi fossero portatori di valori “superiori” a quelli delle leggi – valori eccelsi e “sacri” che vediamo ben esemplificati, per l’appunto, nel tollerantissimo e democraticissimo documento
vaticano di cui sopra.
(Enrica
Rota)